Caso Juventus. Ma quanto è difficile trovare l’equilibrio, nell’urlare i capi d’accusa e di difesa dell’eterna diatriba tra colpevolisti e innocentisti.

Si potrebbe parafrasare Bianconero tenebra”, quello che di arpiniana memoria ci ricorda la narrazione in Azzurro tenebradella disfatta della nazionale di calcio italiana al campionato del mondo 1974. Qui si parla di plusvalenze, ma sempre di tenebre si tratta. Per il processo bis che si riapre dopo pochi mesi in cui era stato chiuso, la Corte Federale d’Appello ha aumentato le pene che aveva chiesto il capo della Procura Giuseppe Chinè. E così sulla Juve è piombata una vera e propria stangata e il cielo si è riempito di nubi nere. Pagano con le inibizioni gli ex dirigenti bianconeri: 24 mesi ad Andrea Agnelli, 30 a Paratici, 16 mesi al ds Cherubini, 8 a Pavel Nedved, 24 mesi a Maurizio Arrivabene, 8 mesi a Enrico Vellano, 8 a Paolo Garimberti, 8 a Caitlin Mary Hughes, 8 a Daniela Marilungo e 8 mesi a Francesco Roncaglio, mentre per l’ F. C. Juventus la Corte Federale decide di attribuire la penalizzazione di 15 punti in classifica da scontarsi nella corrente Stagione Sportiva. Una batosta, una mano pesante che ha creato uno choc tra la numerosa tifoseria bianconera, la quale pensa a una sentenza politica che non ha tenuto conto del fatto che le plusvalenze non si operano da soli ma con la partecipazione di altri. E allora perché a pagare è stata solo la Juventus? Perché, come era stato messo in rilievo nel primo procedimento, Sampdoria, Genoa, Parma, Empoli, il vecchio Novara, Pisa, Pescara e Pro Vercelli non hanno subito nessuna condanna? Incomprensibile! Tutto questo, naturalmente, al netto di quanto deciderà poi l’Uefa a fronte della violazione del fair play finanziario. Adesso la Juventus attende le motivazioni per presentare ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport, il quale, però, può solo ratificare o annullare la sentenza della Corte Federale d’Appello ma non può intervenire sulla penalizzazione dei 15 punti in classifica. Così, come dicevamo pocanzi, la Procura della Figc ha voluto riaprire il procedimento alla luce dell’inchiesta penale Prisma della Procura di Torino che è stracolma di intercettazioni, carte, documenti e riesumazioni del libro nero dell’ex ds della Juventus Fabio Paratici, in cui segnava le operazioni di mercato. E in tutto questo bailamme ci sono i toni alti e l’apparente convinzione (o forse anche l’illusione da parte della Corte Federale d’Appello), di dare una punizione a chi (la Juventus) si è arrogata il diritto di dare segnali di arroganza di Potere. Un film che avevamo già visto ai tempi di Calciopoliallorquando si pensò di fare “pulizia” colpendo la Juventus nel mandarla in Serie B. Ma il male del calcio non è la Juventus in quanto tale, il male è da ricercarsi in un sistema calcio in cui tutti sanno che così com’è non può andare avanti, ma nessuno ha il coraggio di cambiarne le regole per farle rispettare con occhio vigile, senza poi scandalizzarsi quando ci si accorge che qualcuno è riuscito a studiare metodi gestionali non conformi alle regole. E la Juve torna sempre alla ribalta come capro espiatorio per essere da sempre la Società di calcio che ha vinto più scudetti e quindi più facilmente accostabile a un Potere che diventa “Strapotere”. E’ quella forma di autoconvinzione che a te nessuno possa mai dire nulla, che tutto ciò che fai nel bene e nel male debba essere sempre tacitamente acconsentito da chi ne dovrebbe verificare la regolarità e l’etica nel rispetto delle regole. Ma questo non c’è, o forse c’è talmente poco, che quando accadono fatti come quelli in corso delle varie Procure a carico della Juventus si urli allo scandalo. Tutto ciò anche in considerazione del fatto che dal punto di vista dell’immagine internazionale è un decadimento totale dell’Italia del pallone. Riteniamo, dunque, che nel nostro Paese ci sia bisogno di molta attenzione da parte di un garante che faccia di fatto rispettare le regole che siano chiare, inconfutabili ed equilibrate a tutti i livelli, soprattutto là dove il Potere che scavnel tempo profondi solchi di onnipotenza e arroganza, possa in qualche modo inibire l’oltrepassare ogni diritto del rispetto dell’etica.

Salvino Cavallaro  

     

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